L'artrosi della caviglia è una degenerazione progressiva della cartilagine articolare che riveste l'articolazione tibio-tarsica, dove tibia e astragalo si incontrano. Nel tempo, questa cartilagine si assottiglia, compaiono osteofiti (piccole sporgenze ossee) e lo spazio articolare si riduce. A differenza dell'anca o del ginocchio, l'artrosi della caviglia è meno frequente ma spesso legata a un evento traumatico precedente: una distorsione importante, una frattura mal consolidata o un trauma ripetuto nel tempo.
Come progredisce
La progressione dell'artrosi segue stadi radiografici ben definiti: inizialmente lo spazio articolare si restringe leggermente, poi compaiono gli osteofiti e la sclerosi subcondrale (indurimento dell'osso sottostante), fino agli stadi avanzati dove la deformità articolare diventa evidente. Clinicamente, questo si traduce in una perdita graduale di movimento e in difficoltà a eseguire la dorsi-flessione (tirare le dita verso il corpo) e la plantarflessione (puntare le dita verso il basso).
La fisioterapia negli stadi precoci
La buona notizia è che la fisioterapia conservativa è molto efficace negli stadi precoci e intermedi. L'obiettivo non è invertire il danno cartilagineo, ma proteggere ciò che rimane, ridurre il dolore meccanico, recuperare la mobilità articolare e rinforzare i muscoli stabilizzatori della caviglia. Questo approccio permette a molte persone di mantenere una buona qualità della vita e di rimandare o evitare interventi chirurgici.